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Sogni, Morfeo e l’autostimolazione indotta: E’ grave?

by Angelo on 6 August 2008

FineLi chiamo  “segnali di auto-stimolazione”.

Sono quelli che accadono di tanto in tanto alla mia persona quando mi sento nullafacente inside. Stimoli che mi ricordano di alzarmi e darmi da fare in un certo senso!
Tali segnali si manifestano sotto forma di sogni ben precisi che si ripropongono di tanto in tanto nelle mie ore notturne…

Quando si “accendono”, mi ritrovo seduto nelle file della mia classe di quel lontano Liceo Classico latinense, perfettamente conscio di aver fatto un balzo indietro nel tempo.
Mentre sono sveglio nel mio sonno addirittura mi dico: “Ecco, ci risiamo!”

La dinamica è sempre la stessa: Gli esami di maturià!

Mi sento stressato per la prova scritta incombente, ultimamente di greco, per la quale chiaramente non mi sento preparato; non tanto perchè non abbia studiato a dovere, quanto più per riconoscere distintamente il fatto che siano passati ormai troppi anni per ricordare qualcosa di quella materia! Perchè mai devo sostenerli ancora!? (Forse perchè voglio dare a me stesso una seconda possibilità per uscire con qualcosa di diverso da un 59 e due figure?!………..carta!)
E’ una strana sensazione, un rapture of the deep tra il piacere di ritrovare quella spensieratezza tra i banchi di scuola e lo stress da fine imminente, da amici che vanno avanti e tu ancora li dentro.

La cosa strana è che proprio ieri, dopo anni, il sogno è cambiato.

Per la prima volta ho sognato una classe piena, ultima ora di lezione, in un clima molto simile a quello di fine anno scolastico. Tutti a fare casino in mancanza del professore.
E’ stato un sogno molto repentino. Anche se sembra essere durato ore, le immagini chiave erano ben poche.

Suona la campanella, usciamo tutti dalla classe ed un anonimo professore con un ridicolo pantalone blu scuro corto alla caviglia e calzino altrettanto corto in evidenza di colore avana, avanza con passo affrettato verso di noi esclamando in inglese: “Sorry I was in the library!”. Tutto questo tenendo ancora aperto un libro in una mano mentre il pollice tiene il segno dell’ultima lettura….

La scena si sposta all’uscita del portone principale, vedo quasi la luce esterna del sole estivo, il professore affianco a me mi dice qualcosa in italiano, non lo capisco.Sorride.

Lo guardo attentamente…ora porta gli occhiali da vista.

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